Itinerari consigliati
Itinerario naturalistico
Marano percorso belvedere
Il percorso BELVEDERE si snoda a cavallo delle provincie di Modena e Bologna,
lungo la dorsale appenninica che divide le valli del Panaro e del Reno,
è nato con l'intenzione di collegare la Pianura Padana al Sentiero
Italia che corre sul crinale Tosco-Emiliano.
E' un itinerario prevalentemente collinare, che dopo aver attraversato
un territorio particolarmente ricco di tesori sia naturali che artistici,
raggiunge la quota massima e si conclude sul Monte Belvedere (1140 m).
Il percorso Belvedere è lungo circa 48 Km ed è facilmente
percorribile a piedi, anche da bambini e persone anziane, a cavallo ed
in mountain bike.
L'intero tragitto può essere suddiviso in 5 tappe
percorribili a piedi camminando tra le due ore e mezzo e le quattro ore
e mezzo ed ogni tappa può diventare l'occasione per una breve escursione
domenicale.
Il percorso Belvedere è nato ufficialmente nel 1991 in seguito
ad un progetto della Comunità Montana Appennino Modena Est finalizzato
al recupero ed alla riattivazione di antiche strade e sentieri ormai in
disuso, per incentivare il cosiddetto Turismo Ambientale e dare nuovo
impulso all'economia locale, favorendo quelle attività che fanno
parte della tradizione e che oggi vengono ricercate dai turisti (produzioni
agricole tipiche, piccolo artigianato, gastronomia).
Il progetto, individua idealmente e nella realtà un itinerario
che collega tra loro le numerose bellezze naturali, le testimonianze storico-architettoniche
e i luoghi della gastronomia tipica di un territorio dove le attività
economiche si sono sviluppate rispettando il più possibile le risorse
ambientali.
Lo dimostra il fatto che l'agricoltura è ancora oggi l'attività
prevalente nonostante le numerose difficoltà in cui si dibatte
il settore.
Qui si fanno produzioni di grande qualità, basta citarne due: il
Parmigiano Reggiano e le ciliegie tipiche di Vignola che assieme ad altri
prodotti "minori" come le patate di Montese ed i marroni di Zocca, determinano
il prestigio della zona.
Particolarmente belli sono i ciliegi nel periodo
della fioritura ed in autunno, quando si colorano di rosso vivo, ed i
castagni che qua e là ritroviamo ancora coltivati in impianti regolari
come si usava un tempo quando erano considerati l'albero del pane per
i montanari.
Suggestivi sono anche i calanchi che segnano le prime colline argillose,
ricoperti di ginestre, ginepri e biancospini ed i campi di patate, sugli
altipiani arenacei, che spiccano anche da lontano con i loro solchi perfettamente
ordinati.
ITINERARIO DEL PERCORSO BELVEDERE
Nel progetto predisposto dalla Comunità Montana le tappe del Percorso
Belvedere sono volutamente brevi per consentire la fruizione anche a chi
non ha mai fatto attività escursionistica.
A tal fine sono stati
previsti cinque punti tappa con possibilità di pernottamento nelle
seguenti località: Pieve di Trebbio, Montalbano, Montalto, Maserno
e Castelluccio.
Alcune di queste strutture sono ancora in corso di allestimento, ma è
già possibile effettuare il trekking in cinque tappe.
Ovviamente
si dovrà fare qualche breve deviazione o variare i tempi di percorrenza.
1a TAPPA
Casona (174 m.) - Rifugio della Riva (777 m.)
dislivello in salita: 603 m.
tempo di percorrenza: 4:30
Superato il ponte di Casona, il primo tratto di percorso si effettua su
strada prima asfaltata poi bianca attraversando una zona collinare, a
tratti calanchiva, che rientra già nel territorio del Parco dei
Sassi di Roccamalatina.
Raggiunto il Rio Frascara si risale lungo l'alveo entrando in un folto
bosco molto suggestivo.
Il sentiero è stato attrezzato con passerelle
in legno per i diversi attravesamenti del torrente prima di risalire fino
a Pieve di Trebbio.
Superata la bella Pieve dell'XI secolo ed il Centro Visitatori del Parco
si entra nel cuore del parco e si prosegue fino a toccare i "Sassi", passando
accanto ad un piccolo edificio adibito anch'esso a centro visitatori.
Attraversando il Parco si raggiungono il Mulino della Riva, dove si può
sostare in una comoda area attrezzata, a Castellino delle Formiche, che
mantiene intatto il suo fascino medioevale.
Si prosegue sempre il sentiero fino a Samone e, superato il paese, noto
per i suoi prosciuttifici, si imbocca la Via Castellana e si sale un pò
per strada ed un pò per sentiero fino alle pendici del Monte della
Cisterna.
In questo tratto prevalgono i campi coltivati, soprattutto prati e ceraseti.
L'ultimo tratto, quello che raggiunge il Monte della Cisterna (punto panoramico
e Chiesetta degli Alpini) ed il Rifugio Riva, attraversa un grande castagneto
in parte coltivato ed in parte abbandonato.
2a TAPPA
Rifugio della Riva (777 m.) - Maserno (771 m.)
dislivello in salita: 690 m.
tempo di percorrenza: 6
Partendo dal Rifugio Riva, appena sotto la cima del monte omonimo (806
m.), si percorre un sentiero forestale che attraversa un rimboschimento
di pini sul ripido versante che guarda la Valle del Panaro, fino a raggiungere
la piccola borgata delle Serre e, subito dopo, Montalbano.
Qui, nella
storica canonica restaurata,è stato allestito il punto tappa previsto
dal progetto della Comunità Montana.
Da Montalbano si prosegue per strada asfaltata e, dopo un breve tratto,
si imbocca una sterrata che scende al torrentello e risale fino alla strada
che proviene da Zocca e dal Santuario della Verucchia e si dirige a Rosola
girando intorno al colle Monte Questiolo.
Si prosegue per questa strada per un breve tratto poi per un sentiero
si sale fino all'antica torre di Monte Questiolo, dove è opportuno
concedersi una sosta per qualche bella fotografia.
Sempre per sentiero si scende a Rosola, dove nel vecchio borgo si trava
un'altra bella torre medioevale, e si scende ancora fino all'omononimo
torrente, che si supera su un ponticello, salendo poi fino a Montalto.
La zona attraversata è un armonico alternarsi di campi coltivati
e di piccoli boschi tra i quali prevalgono i castagneti.
Raggiunta la chiesa vecchia di Montalto, occorre proseguire sulla strada
asfaltata per raggiungere il paese dove l'edificio della ex scuola elementare
è stato ristrutturato per ricavarne un punto di ristoro, in previsione
di collocarvi anche un punto tappa.
Il saliscendi tra boschi e campi continua fino a Montese e diventa particolarmente
affascinante quando si entra nell'Orrido di Stramazza, prima dell'abitato
di Villa d'Aiano, ed in quello di Gea poco oltre.
Superati questi ambienti selvaggi, dove il sentiero è a tratti
lastricato, si raggiunge Montese, un grosso centro dove si può
fare una sosta per ristorarsi o per visitare la maestosa Rocca.
Da Montese, seguendo le indicazioni per i treppi della ruzzola (un gioco
tradizionale) si scende nella vallata che separa il capoluogo dalla frazione
di Maserno.
Il sentiero lastricato sbuca sulla strada provinciale e da qui si prosegue
un pò su sentiero fino all'ingresso del paese dove si trova il
Camping "La Chiocciola" provvisto di camere e chalet per il pernottamento.
3a TAPPA
Maserno (771 m.) - Monte Belvedere (1140 m.) - Castelluccio di Moscheda
(843 m.)
dislivello in salita: 420 m.
tempo di percorrenza: 4:30
Uscendo dal Camping s'imbocca subito il sentiero che si addentra in un
folto rimboschimento di conifere che passa appena sopra a Maserno. Rimanendo
dentro al bosco si raggiunge l'altopiano di Monteforte e dopo un breve
tratto di strada, si sale ai ruderi del Castello ed all'oratorio che racchiude
pregevoli affreschi del '400.
Da questa località, in posizione molto panoramica, possiamo osservare
il tragitto che ci condurrà a Monte Belvedere e, più in
lontananza, un lungo tratto del crinale Tosco-Emiliano.
Per riprendere il sentiero occorre ritornare leggermente indietro e svoltare
a sinistra. Mentre il sentiero sale dolcemente fino a Monte della Torraccia
si attraversano campi di patate, ordinatissimi, prati e castagneti.
In uno di questi, nei pressi di Cà dell'Eremita, possiamo notare
numerose piante secolari di notevoli dimensioni.
Da Monte della Torraccia il percorso diventa quasi pianeggiante e segue
una linea forestale che corre sullo spartiacque tra Reno e Panaro. L'unico
edificio che si incontra fino al Belvedere è la Chiesina dell'Emigrante
a Ronchidoso, immersa nel verde delle conifere.
Da qui si può scendere per strada fino a Gaggio Montano, nel Bolognese,
o verso Castelluccio, se si desidera abbreviare la tappa.
Proseguendo fino allo spartiacque si raggiunge Monte Belvedere (1140 m.).
Visitati i ruderi del Castello e la croce di Olivia si può scendere
attraverso il bosco fino alla provinciale Montese-Lizzano in Belvedere
e, seguendo alcune scorciatoie, raggiungere l'abitato di Castelluccio
di Moscheda.
Il rientro a Maserno si potrà fare a piedi, sulla strada, od utilizzando
il mezzo pubblico. Anche per il ritorno a Casona è possibile usare
il trasporto pubblico, prendendo la corriera che scende alla Fondovalle
Panaro e da qui la coincidenza per Vignola.
IAT
Informazione e Accoglienza Turistica - I.A.T
Via Scudari 8 - 41100 Modena
Telefono: 059/2032660 - Fax: 059/2032659 email: iatmo@comune.modena.it
Orario: lunedì 15.00-18.00 - da martedì a sabato 9.00-13.00 e 15.00-18.00 - domenica e festivi
9.30-12.30.